Tutto bello… tutti bravi… tutto perfetto… Quando il palco si svuota, le luci si spengono e cessano gli applausi, ti chiedi cosa rimane delle voragini di questo terremoto che abbiamo cercato di riempire con la nostra solidarietà. In questo mondo tecnologico dove la morte ci scivola accanto senza scuoterci più del dovuto, ci siamo abituati ad eventi che disturbano il nostro vivere quotidiano, come la vista del povero che ci sollecita ogni volta sulla porta della chiesa. A dare profondità allo spettacolo la suggestiva coreografia messa in scena dai nostri ragazzi: la rappresentazione della quotidianità dei bambini di Amatrice frantumata dagli effetti del terremoto. Mi piace pensare e sperare che questo concerto non sia servito a tacitare la nostra coscienza, ma a riflettere sulla profondità del dolore, sulla vanità della vita, sui nostri comportamenti, su come vivere in modo diverso la nostra quotidianità. L’impegno profuso, come sempre, è stato notevole e di questo dobbiamo ringraziare il gruppo 3C, le maestre, i nostri ragazzi e tutti coloro che hanno lavorato dietro le quinte, senza le luci della ribalta. Come sempre… Grazie.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *