È trascorsa una settimana esatta dal concerto ed i miei sentimenti non sono mutati, segno che sono veri. Grazie! Ho visto molti occhi lucidi sabato scorso (primi tra tutti i miei). Ho visto bambini che hanno vinto le loro difficoltà (magari anche fisiche), i loro imbarazzi, le loro agitazioni. Ho visto docenti mettersi in gioco, vincendo probabilmente vergogna e paura. Ho visto le donne vestite di nero che parlavano di doni, quelli che ciascuno di noi possiede e che – dicevano – è un peccato non mettere a frutto e non condividere. Ho visto sorrisi, tanti verso gli alunni, verso le maestre e tra genitori. Ho incrociato sguardi, di affetto, di amicizia e di condivisione. Ho percepito il calore di un signore polacco che ha trovato il paradiso all’inferno di Haiti. Ho ascoltato  una voce narrante che ha toccato il cuore di ogni persona discorrendo della parte migliore che ciascuno di noi possiede (Gesù, il nostro frammento di eternità). Ho goduto della vicinanza e della amicizia di persone uniche, non perché perfette ma perché in contatto con la loro parte migliore: voglio continuare a farlo! Ho avuto conferma che solo insieme tutto (si, tutto!) può  trovare soluzione o compimento: se il terremoto (non solo fisico) è un dramma la solidarietà è amicizia infinita. Mi sono commosso quando un genitore mi ha scritto: “credo che tu sia sempre più orgoglioso di essere parte di una scuola come la nostra. Io da genitore lo sono.” Si, forse è una delle prime volte in cui mi sono sentito e mi sento (non per meriti) orgoglioso. “La vita è un soffio e nulla di più, ma in questo soffio ci si gioca una vita infinita”. Ho sentito questo soffio e lo scorrere di vita infinita: non voglio scordarlo. Grazie Suor Fiorangela  Grazie Casa gialla Grazie Rosalba Grazie a tutti gli insegnanti Grazie a tutte le suore Grazie ai gruppi di volontariato Grazie a tutti i genitori Grazie a tutti i bambini e ragazzi

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