Ieri sera, alla festa di classe della 5^B, ho vissuto emozioni e momenti indimenticabili. Le canzoni cantate dai nostri ragazzi; le loro poesie, accompagnate dalla musica di Caterina e Giuditta e lette in modo impeccabile da Max, hanno dato alla serata un'aurea magica. In ogni scritto ho avvertito richieste ermetiche che mi hanno fatto riflettere, che hanno dragato la nostra profondità; c'è stato un momento in cui avrei voluto essere solo per poter piangere liberamente ed invece ho dovuto soffocare il bambino che tentava di emergere in me. Mai avrei pensato che una Scuola, un'istituzione, potesse coinvolgere così tanto alunni, maestre e genitori. Il rinfresco seguito alla splendida serata, conclusa con la consegna del libro-ricordo, non è riuscito a mitigare i pianti e gli abbracci. Generalmente la fine di un ciclo scolastico è accolta con urla di gioia: come una liberazione. Quì invece, tutto è diverso. La Casa gialla è come quel seminatore che sparge un pò ovunque i suoi semi. Alcuni cadono sull'asfalto e non attecchiscono: sono quelli che dopo qualche anno fanno una scelta diversa. Altri cadono tra i rovi e pur crescendo non assimilano lo spirito di questo Istituto: resistono cercando di arrivare velocemente alla meta. Infine, ci sono quelli che cadono sulla terrra buona: questi crescono col cuore, col respiro, con le emozioni e con le passioni della Casa gialla. Dopo cinque anni scopriamo che la Casa gialla è entrata dentro di noi, come un “oppiaceo” che abbiamo assimilato lentamente, senza accorgercene, giorno dopo giorno e adesso il momento del distacco ci crea dolore, come il taglio di un cordone ombelicale. Mi conforta il fatto che, quando sarò assetato di nostalgia, quì troverò il portone sempre aperto e sarà dolce ritrovare il sorriso e il calore di uno sguardo, prima di immergermi, nuovamente, nel mare della vita. Grazie! di cuore

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