Quando mi sono svegliato, questa mattina, avevo ancora sulle labbra la musica e le parole del concerto regalatoci, ieri sera, dai nostri bambini. Sono rimasto così, ad occhi aperti, a riflettere su questa “bellezza” che ci attraversa ogni giorno e nemmeno ce ne accorgiamo. Forse perché la maggior parte delle volte guardiamo senza vedere o ascoltiamo senza sentire e ci serve il tempo, ogni tanto, di ruminare (sì, come le pecore) su quanto ci circonda. A sorprendermi però, non sono state le parole di Padre Turoldo o il pensiero di Qoèlet, ma i nostri bambini sul palco con la loro felicità, in certi momenti un po’ impacciati, e il loro messaggio di gioia a guardare la bellezza della vita in modo diverso, senza arrendersi. Forse è proprio questa la “Bellezza” che salverà il mondo e noi, se vogliamo anche solo partecipare, dobbiamo imparare a guardare il tutto con gli occhi semplici dei nostri bambini. Un grazie a coloro che hanno reso possibile tutto questo: a chi era nel cono di luce e a chi operava nell’ombra o dietro le quinte. A tutti Grazie, di cuore!

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